Negli orecchini di Paolo Maurizio la ricerca sui metalli refrattari si concentra in piccola scala: volumi in oro, argento e titanio anodizzato costruiti come sculture in miniatura. Vicini al viso, seguono ogni movimento della testa e captano la luce da angolazioni diverse, rendendo visibile in uno spazio minimo il fenomeno del colore fotonico che caratterizza tutta la sua oreficeria di ricerca.