Nei bracciali di Paolo Maurizio l'oro e il titanio anodizzato si piegano in forme continue, spesso ispirate a superfici topologiche come il nastro di Moebius. Il polso è la misura del gesto: la struttura si flette con il movimento della mano, ed è proprio questa relazione dinamica a definire il gioiello cinetico, la microarchitettura del corpo che attraversa tutta la sua opera.